Sabato 16 Dicembre 2017  

GIORNALE DI SERVIZIO ED INFORMAZIONE INTERNAZIONALE

IN EVIDENZA

  • Nessuna notizia in evidenza

E' REATO L'OMISSIONE CONTRIBUTIVA ANCHE PER IMPORTI INFERIORI A € 10.000

Commette reato, anche per importi inferiori a € 10.000, il datore di lavoro che non versa le ritenute previdenziali e assistenziali. È quanto si evince dalla sentenza n. 32377 del 23 luglio 2015 della Terza Sezione Penale della Cassazione. 

In particolare Il comma 2, lett. c), dell'art. 2 della Legge n. 67 del 28 aprile 2014, prevede la trasformazione in illecito amministrativo “purché l'omesso versamento non ecceda il limite complessivo di 10.000 euro annui e preservando comunque il principio per cui il datore di lavoro non risponde a titolo di illecito amministrativo, se provvede al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione”. 

I giudici ritengono, invece, che il reato di omesso versamento per le ritenute previdenziali e assistenziali non deve essere  depenalizzato, ovvero sotto la soglia di € 10.000, poichè la disciplina sanzionatoria non è stata ancora modificata con l’emanazione dei decreti delegati di cui alla Legge 28 aprile 2014 n. 67. 

Nel caso in esame l’imputato è stato assolto dal Tribunale di Lucca, in base alla Legge 67 del 2014 nella sentenza n. 139/2014 della Corte costituzionale che ha sottolineato l’utilità del principio generale di necessaria offensività della condotta. 

Per gli ermellini la volontà del legislatore “non è da intendersi come immediata depenalizzazione del reato di cui si tratta, bensì come conferimento al governo di un potere legislativo di cui regola la durata e le modalità di esercizio, nonché, in certa misura, lo stesso contenuto. Non essendo stato ancora emesso il decreto legislativo riguardante il reato in questione, non è pertanto configurabile allo stato la sua depenalizzazione”. A giudizio della Terza Sezione Penale di Piazza Cavour, “l’interpretazione del giudice di merito è priva di pregio”, quindi la sentenza che assolve il datore di lavoro deve essere annullata, ma senza rinvio, stante l’estinzione del reato per prescrizione. 

Gli ermellini, con la sentenza del 23 luglio 2015 affermano la persistenza del reato di omissione contributiva.

 

Articolo di Bea Maurizio

altre notizie
advertisement
PER LA TUA PUBBLICITÀ SU LASVOLTA.info
advertisement
PER LA TUA PUBBLICITÀ SU LASVOLTA.info
Il prossimo evento

Caparezza incontra i fan a Romaest

Caparezza incontra i fan a Romaest e firma le copie del suo nuovo album 'Prisoner 709' Martedì 26 settembre, alle ore 17:00, presso l'area eventi, secondo piano ingresso nord, del Centro Commerciale Romaest, Via Collatina, 858, Caparezza incon [...]