Domenica 22 Ottobre 2017  

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Foad Aodi: 'Grazie Papa Francesco. No alla cultura dei muri. No alla 'detenzione' dei profughi nei centri al collasso. No a false verità sul caso Regeni' di Martina Oddi

Integrazione 2.0: dalle politiche di convivenza alla garanzia dei diritti e dei doveri passa il prossimo futuro.

Obiettivo convivenza. 'I flussi migratori sono inarrestabili, così come vi saranno sempre guerre che spingeranno i popoli a emigrare in cerca della libertà. Organizzare i flussi migratori e pianificare delle politiche di reale integrazione, rendendo inalienabili i diritti umani e strutturando il dialogo interculturale e interreligioso sulla base dell'assunto diritti-doveri e' il goal della società europea e occidentale del Nuovo Millennio, in cui le emergenze sono molteplici e il clima sociale esasperato da una lunga crisi su cui ha speculato l'Isis, pronto a reclutare emarginati e soggetti poco integrati con deficit psicologico, sociale ed economico' . Così il prof. Aodi - presidente CoMai - sintetizza il senso degli sviluppi della questione migranti, oggi il Brennero di fatto è chiuso.

Nell'era digitale, in cui le guerre si annunciano in rete e gli attentati vengono spettacolarizzati in modo quasi cinematografico, il web diventa la nuova frontiera anche di progetti dedicati alla pace. Così l'idea dell'assistenza sanitaria agli immigrati online fa onore al team del prof Aodi, alla guida anche del movimento per la convivenza pacifica UnitixUnire e membro dell'agenzia ONU per l'integrazione.

Chiediamo al prof Aodi: quanto è' importante garantire l'assistenza sanitaria agli immigrati in funzione preventiva rispetto a degenerazioni terroristiche? Quanto invece si può fare per arginare l'emergenza non solo sanitaria dei profughi nei campi?

Fornire assistenza sanitaria significa sottrarre le persone in difficoltà dal ricatto dell'Isis che punta a legittimarsi come autorità alternativa, attraverso tali servizi. Nei campi la situazione sta per esplodere: non si può pensare di tenere i profughi chiusi li in attesa del loro destino. Tre sono le vie che si possono seguire per evitare che la tensione degeneri in scontro, come già sta avvenendo a Idiomeni. Individuare i rifugiati e snellire le procedure per il riconoscimento del diritto di asilo politico, costringendo gli stati europei ad assumersi la responsabilità di una situazione di emergenza attraverso il meccanismo delle quote obbligatorie. Poi alleviare le sofferenze di donne e bimbi, evitando i soprusi, le violenze, e che i piccoli in particolare siano preda dei mercanti di organi. Infine organizzare il rimpatrio organizzato e assistito per quelli che possono tornare, attraverso la Turchia, vigilando che i respinti non finiscano nelle trame dei reclutatori dell'Isis.

Il messaggio universale di Papa Francesco lascia il segno anche in occasione della sua visita a Lesbo?

Abbiamo molto apprezzato l'appello del Pontefice e il suo soccorso a 12 siriani - tre famiglie con sei bimbi - che sono stati portati in Vaticano al suo seguito. Ci auguriamo che le sofferenze dei profughi a cui è andato il pensiero di Francesco possano trovare animi sensibili al dolore e alla solidarietà.

Parlando di politiche di integrazione, quanto è importante il collettore sociale rappresentato dal contatto sociale tra persone di differenti etnie? Quanto pianificare punti di contatto, occasioni di incontro e confronto, e' importante nell'ottica dell'arricchimento reciproco attraverso la conoscenza reciproca delle comunità europea e musulmana?

Continuiamo a ripetere: no alla cultura dei muri, è vergognoso quello che sta accadendo in Austria. Gente che fugge dalle atrocità della guerra respinta senza umanita' in aperta violazione dei diritti umani. Dimenticando che fino a pochi anni fa erano loro a chiedere aiuto. Purtroppo noi siamo davanti agli effetti del fallimento della politica estera dell'Europa, dei vuoti generati di conseguenza in Medio Oriente anche a causa del gioco di rimessa degli USA. Ogni paese decide la politica estera in base alle priorità interne e con l'avanzamento dei movimenti di estrema destra non ci sarà mai una presa di posizione a favore dei ponti. Ciò non favorisce la nostra proposta di legge europea per l'immigrazione, che prevede il rispetto dei diritti umani, la cooperazione internazionale con i paesi di origine, favorendo sviluppo e l'occupazione. Mettendo da parte egoismi e protagonismi, con la fermezza di rispondere alle strumentalizzazioni, come quelle messe in atto dalla Lega. Bisogna intensificare la cooperazione economica internazionale, arrivare a una legge europea basata su diritti e doveri, garantire il rispetto dei diritti umani, della salute: far ripartire lo sviluppo nei paesi euro mediterranei, dove tra i giovani arabi la disoccupazione arriva al 70%.

Parlando del caso Regeni, come si legge la scarsa collaborazione dell'Egitto nell'inchiesta? Alcuni ne evincono la colpevolezza del Governo del Cairo.

L'Egitto per l'interesse degli egiziani deve favorire lo sviluppo e la cooperazione, deve collaborare con l'Italia affinché venga a galla la verità vera, per genitori di Regeni e per non lasciare dubbi sull'operato del governo egiziano. Noi finché la verità non viene trovata non possiamo fare ipotesi, non è giusto strumentalizzare o accusare senza prove, esiste il percorso della giustizia, attraverso la collaborazione tra governi, per arrivare alla verità: chi ha sbagliato deve pagare.

Tornando ai flussi migratori, a che punto è l'integrazione dei musulmani in Italia?

Sicuramente per l'immigrazione e la convivenza pacifica siamo a buon punto,tranne qualche caso strumentalizzato dai giornali, la convivenza in Italia rispetto a quello che accade in Francia, Belgio e Olanda rispecchia una buona integrazione sociale: la maggior parte degli arabi sono arrivati in Italia a studiare negli anni Settanta, sono un'immigrazione qualificata e professionale. A parte questa emergenza c' e' una integrazione soddisfacente ma per consacrarla e intensificarla, occorre un accordo di intesa tra la comunità musulmane e il governo italiano per garantire la libertà di culto, considerando che il 70% di musulmani in Italia è laico. Bisogna poi eliminare ogni ghetto, assicurare l'insegnamento della lingua italiana per mettere i giovani e gli emarginati in condizione di non cadere in pericolose e devianti crisi di identità che portano all'avvicinamento alla zona grigia, puntando sulla scuola, sull'università' e sui giovani e un intenso scambio culturale.

Il processo di contaminazione tra culture è inarrestabile e se non saremo pronti ad affrontarlo rischia di travolgere l'equilibrio sociale delle nostre comunità. Le culture, le tradizioni, le competenze e l'originalità di ogni individuo diventano nel dialogo costruttivo e nel rafforzamento dei valori, di usi e costumi contaminati sul piano personale quello che la cooperazione internazionale rappresenta per conciliare gli interessi di business degli Stati occidentali e le opportunità di emergere degli Stati meno ricchi. Non con i muri, ma 'costruendo ponti' la convivenza sarà un'esperienza di crescita civile per le nostre nazioni, di sviluppo per gli Stati di origine e di emancipazione per i popoli coinvolti nelle migrazioni.

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