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Potrebbe essere una possibilità, interrompere lo sviluppo di metastasi, bloccare la massa collettiva di cellule tumorali nell’organismo umano.
Lo studio italiano, condotto dall’Università di Milano, ha evidenziato, con un metodo multidisciplinare e incluso tra biologia e fisica dei materiali, la comprensione dello spostamento delle cellule tumorali.
Per far comprendere lo spostamento delle cellule tumorali, hanno fatto l’esempio confrontandole con un gruppo di persone situate all’interno di una stanza piccola. Le persone, muovendosi scoordinatamente non si sposterebbero da quello spazio, se, invece muovendosi nella medesima direzione in modo coordinato, lo spostamento diventerebbe fluido e con possibilità di uscire dalla stanza.
Dipende quindi dalla densità e dalla fluidità, la migrazione delle cellule tumorali in maniera collettiva e la generazione delle metastasi.
Condizionando una proteina, la RAB5A presente in quantità elevate in tumori aggressivi della mammella, la medesima rinvigorisce masse cellulari tumorali inattive e facilita il movimento collettivo in grado da originare metastasi.
La massa tumorale, successivamente alla modificazione della proteina RAB5A, può assumere forma fluida e muoversi facilmente. Per far capire lo spostamento, è stato fatto immaginare di far attraversare un blocco di cemento in una fessura: sembrerebbe non possibile ma se lo stesso diventasse liquido e muovendosi in modo coordinato verso la fessura sarebbe fattibile. Questo avviene per i tumori: più sono fluidi più hanno possibilità di metastasi.
Lo studio effettuato, senza dubbio, crea nuove aspettative per l’inibizione di metastasi.
Articolo di Bea Maurizio
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